ROMA - I tecnici del Servizio Bilancio del Senato «esprimono perplessità in merito alla scelta di assumere l'aliquota media del 9% come quella applicabile alle aziende con più di 15 dipendenti» oggetto dell'esonero per i datori di lavoro, considerando che la legge prevede «anche altre 2 aliquote più elevate (12 e 15%), in caso di superamento delle 52 settimane» di cassa integrazione «in un quinquennio mobile, eventualità che - alla luce dei noti eventi pandemici - appare tutt'altro che da escludere».
È quanto si legge nel dossier che accompagna il provvedimento del nuovo Decreto Sostegni, all'esame della Commissione Bilancio, che prevede l'esonero dal pagamento della contribuzione addizionale per le aziende di alcuni di alcuni settori (tra cui sale giochi e bingo) che - da gennaio a marzo 2022 - sospendono o riducono l'attività lavorativa. Nella Relazione Tecnica del Governo - ricorda il Servizio Bilancio - l’aliquota media del contributo addizionale oggetto dell’esonero «è pari al 9% per le aziende rientranti nel campo di applicazione della CIGS, mentre è stato utilizzato il 4% per le aziende fino a 15 dipendenti».
MSC/Agipro
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