ROMA - La partita cruciale del nuovo decreto da 6,8 miliardi, oggi atteso in consiglio dei ministri e in Gazzetta Ufficiale, è quella legata ai nuovi ristori a fondo perduto. L'ipotesi più accreditata, si legge su "Il Sole 24 Ore", è quella di riconoscere un indennizzo in forma più ridotta per chi può ancora lavorare (seppur a orario limitato), e un contributo più alto per chi è costretto a chiudere. Quattro le fasce individuate: ristoro al 100% (coefficiente 1) delle somme già incassate con il Dl rilancio, riservato ad esercizi e attività con chiusura alle 18; 150% (coefficiente 1,5) per chi ha subito un danno parziale, come i ristoranti che sono aperti a pranzo e la sera possono lavorare con il servizio di asporto; 200% (coefficiente 2) per i più danneggiati, ovvero quelle attività costrette a chiudere come cinema, palestre, sale giochi, scommesse e bingo; 400% (coefficiente 4) per le attività chiuse anche prima del nuovo Dpcm (sale da ballo e discoteche. Il calcolo, è stato effettuato sulla base dei volumi d'affari mensile delle imprese e attività interessate dal provvedimento. A identificare la platea dei soggetti e attività ammesse al fondo perduto saranno i codici Ateco. RED/Agipro