ROMA - Una proroga di 36 mesi per le concessioni giochi e lo stop dei canoni concessori per i primi 18 mesi della proroga, a causa dell'emergenza epidemiologica. E' quanto prevede un emendamento al Decreto Ristoro presentato da Gianni Pittella (Pd). A causa della «straordinarietà ed imprevedibilità dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e dell'impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l'equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, il termine di scadenza previsto per le concessioni in materia di gioco pubblico gestite dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia fisiche che a distanza, sia già in proroga che in vigenza, è prorogato a titolo oneroso di trentasei mesi a far data dalla scadenza delle singole concessioni e a far data dal 1° gennaio 2021 per quelle già in proroga», si legge nel testo dell'emendamento.
Gli oneri concessori dovuti per la proroga sono determinati con riferimento agli oneri corrisposti per la concessione originaria, proporzionati alla durata della proroga e inclusivi della quota parte relativa al contributo iniziale di concessione o alle corresponsioni dovute ad altro titolo in sede di affidamento della concessione, inclusi i diritti e corrispettivi a qualsiasi titolo corrisposti per gli apparecchi da intrattenimento», continua ancora Pittella. Inoltre, «per i primi 18 mesi della proroga, gli oneri concessori non sono dovuti a titolo di ristoro economico per gli affidatari delle concessioni che hanno subito interruzioni del servizio prescritte in ragione dell'emergenza epidemiologica». Infine, «le procedure di gara relative alle concessioni in proroga sono indette entro sei mesi dalla scadenza dei termini», fermo restando «gli obblighi di presentazione di adeguate garanzie economiche, proporzionate alla ridefinizione dei termini temporali, secondo le prescrizioni definite con determinazioni del Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli».
MSC/Agipro