ROMA - «In questa fase di grosse difficoltà e di rimessione per tutti gli imprenditori, riteniamo
indifferibile un sostegno a favore di tutte le imprese, tra le quali sono comprese le nostre» attività, che «sono riconosciute come presidi dello Stato» e che, per «rimanere aperte e garantire i servizi alla collettività, sostengono dei costi troppo elevati che non trovano copertura negli introiti esigui di questo periodo, anche in considerazione delle restrizioni alle attività dei giochi». E' la richiesta della Federazione Italiana Tabaccai (FIT), affidata a una memoria depositata nelle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, impegnate nell'esame del Decreto Ristoro. La FIT chiede che «alcune integrazioni alle misure già previste» comprendano anche le tabaccherie, «in considerazione della circostanza che tali imprese, pur non essendo state direttamente pregiudicate dalle misure restrittive introdotte dai dpcm del 24 ottobre e del 3 novembre, ne subiscono comunque gli effetti». In particolare, la FIT chiede che «tutte le imprese per le quali è riscontrabile una riduzione di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019 e già beneficiarie del contributo previsto» dal Decreto Rilancio possano accedere anche al contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Ristoro. Inoltre, la Federazione propone il «riconoscimento di un contributo specifico» pari al 200% per le tabaccherie ubicate in aeroporti, stazioni ferroviarie e tribunali, «in virtù dell’azzeramento dell’abituale utenza», che per «cercare di contenere i costi gestione fissi sono state comunque, pur non essendo costrette, a chiudere l’attività o a ridurne l’orario di apertura».
MSC/Agipro
Decreto Ristoro, Fit: "Stop ai giochi e costi di gestione troppo elevati, servono contributi anche per le tabaccherie"