ROMA - La «rateizzazione dei versamenti previsti per il comparto del gioco pubblico» e «relativi al periodo contabile che si è appena concluso» e una «sterilizzazione degli aumenti del preu previsti per gennaio 2021»: sostanziamente, «chiediamo un ritorno ai livelli di tassazione previsti nel 2019». Sono le richieste presentate da Acadi alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, nel corso di un'audizione sul Decreto Ristoro. 
«Con la crisi e le chiusure, le nostre stime per il 2020 mostrano un dimezzamento del volume della raccolta di gioco, e, conseguentemente del gettito erariale (pari a 5 miliardi di euro per lo Stato) e dei ricavi per le imprese del gioco (pari 4 miliardi)», ha detto il presidente di Acadi, Geronimo Cardia, raffigurando le «grandi difficoltà del comparto del gioco pubblico, anche per problemi strutturali che si trascinano da tempo». 
L'associazione chiede «a gran voce i ristori, in particolare per due codici Ateco importantissimi del nostro comparto che non erano inclusi nel Decreto Ristoro» (e che dovrebbero essere stati inseriti nel Decreto Ristoro Bis, ndr). Inoltre, «le somme relative ai periodi contabili in cui le attività sono state chiuse non prevedano dei versamenti in acconto su base forfetaria: chiediamo di spostarle in avanti, in modo tale che ci si possa concentrare solo sugli importi di effettiva raccolta calcolati a posteriori», spiega.  
«Ci sono alcune concessioni in proroga (come quelle del bingo e delle scommesse) e che prevedono dei pagamenti mensili: chiediamo di sospendere i versamenti che sono relativi ai periodi di chiusura», ha concluso. 
MSC/Agipro