ROMA - «Il concorso di fonti normative di rango diverso che si è determinato nel 2020» in materia di versamenti del preu degli apparecchi da gioco «non soltanto non rende di immediata ed agevole lettura per gli operatori la individuazione della disciplina della materia, ma potrebbe in astratto dar luogo a sovrapposizioni, antinomie e, soprattutto, ad opzioni normative espressione di strategie differenti che sono possibili stante la diversità dei soggetti regolatori (il direttore dell'ADM, il legislatore)». Lo scrivono i tecnici del Servizio Bilancio del Senato, nel dossier che accompagna il Decreto Ristori Quater. Le rimodulazioni del prelievo erariale sugli apparecchi «conseguenti alle più recenti determinazioni direttoriali» del direttore dell'ADM hanno «indubbi riflessi sulle entrate erariali in termini di cassa, senza che siano supportate da relazioni tecniche bollinate dal ragioniere generale dello Stato oppure oggetto di valutazioni parlamentari», si legge nel dossier. «Le più recenti determinazioni del direttore dell'ADM in materia hanno derogato alla disciplina a regime», rimodulando «scadenze ed annullando acconti in relazione a taluni bimestri del 2020». Al tempo stesso, «una rimodulazione delle scadenze dei versamenti del PREU è stata operata anche da alcuni decreti-legge adottati nel corso dell'anno. Si registra quindi un concorso di fonti di rango diverso nella disciplina della stessa materia», spiegano i tecnici che suggeriscono «di valutare se» le determinazioni direttoriali «non debbano essere oggetto di preventiva o esclusiva valutazione parlamentare, sia per i riflessi finanziari che comportano, sia per la ponderazione degli interessi coinvolti (quelli dei contribuenti del settore e quelli erariali)», scrivono nel dossier. 
MSC/Agipro