ROMA - Anche la Ragioneria Generale dello Stato ha dato il via libera al decreto legislativo che riordina il gioco online, approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 dicembre. Il provvedimento è dunque alle ultime curve prima dell’approdo (previsto in pochi giorni) in Parlamento e in Conferenza Unificata per ottenere – rispettivamente – i pareri delle Commissioni competenti in materia finanziaria di Camera e Senato e l’intesa delle Regioni. L’ok, rilasciato pochi giorni fa dalla Ragioneria, porta con sé qualche piccola modifica – non essenziale - al testo, rispetto alle ultime bozze circolate prima dell'approvazione del Governo. In primis, il fatto che “restano ferme le competenze del Ministero dell’interno in materia di giochi pubblici ai fini della tutela dell’ordine e sicurezza pubblici”: un’aggiunta che pare scontata, guardando al resto della normativa sui giochi pubblici. In tutti i casi, c’è già un coinvolgimento del Viminale per tutti gli aspetti di ordine pubblico. L’altra novità riguarda l’articolo 25 del decreto, relativo alle disposizioni finanziarie. I fondi raccolti con l’iscrizione all’Albo dei Punti vendita ricariche (Pvr) – 200 euro il primo anno e 150 dal secondo anno in poi – saranno devoluti in un “apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze”, come stabilisce la legge di delega fiscale. Le maggiori entrate totali previste sono pari a 46,5 milioni di euro: 6 milioni per l’anno 2024 e a 4,5 annui dal 2025 al 2033, quando è prevista la fine del periodo di validità delle concessioni online. Ciascuna licenza, è scritto nel decreto, avrà un costo di 7 milioni di euro.
NT/Agipro
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