ROMA - Il rinnovo novennale della concessione "attualmente in essere per le lotterie istantanee per ulteriori nove anni dopo la prima scadenza, dietro un versamento da parte dell’attuale aggiudicatario", è una "possibilità prevista sia dalla norma istitutiva della concessione sia dal capitolato d’oneri posto a base della gara", ma "appare comunque necessaria una conferma che il medesimo rinnovo - senza lo svolgimento di una procedura selettiva - non possa dar luogo a procedure di infrazione, con conseguenti possibili oneri a carico dello Stato italiano". È quanto si legge nel dossier del Servizio Bilancio della Camera sul decreto fiscale (il cui esame è stato avviato ieri in Commissione Bilancio) che all'articolo 20 prevede il rinnovo della concessione dei Gratta e Vinci per assicurare entrate per 800 milioni, di cui 50 milioni per il 2017 e 750 milioni per il 2018. "Inoltre, nella documentazione di gara pubblicamente disponibile, il rinnovo novennale della concessione non sembra subordinato al versamento di una nuova 'una tantum'. Andrebbero pertanto esplicitati gli elementi in base ai quali si assume che il versamento in questione possa essere computato quale entrata certa per il bilancio dello Stato". Andrebbe anche chiarito se i proventi "siano da considerare una nuova entrata non precedentemente scontata ai fini dei tendenziali oppure come anticipazione di un’entrata che sarebbe comunque assicurata grazie alle 'una tantum' versate dagli aggiudicatari". La Commissione Bilancio riprenderà oggi l'esame del decreto fiscale, il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione è stato anticipato alle 19 di oggi, ma il provvedimento dovrebbe essere "blindato": l'idea è quella di approvare il testo in via definitiva senza modifiche, mentre i deputati dovrebbero avere l'opportunità di lavorare sulla legge di bilancio.
MSC/Agipro