ROMA - Trenta milioni di euro per le casse dello Stato dovrebbero arrivare dal recupero del versamento dell’imposta unica dei punti vendita scommesse che «risultino debitori». È quanto si legge nella nuova bozza del Decreto Fiscale che Agipronews ha potuto visionare e che dovrebbe approdare questa sera in Consiglio dei Ministri. «Nel settore delle scommesse, sono numerosi i casi di mancato versamento dell’imposta unica, sovente oggetto di un contenzioso tributario alimentato talvolta in maniera dilatoria, a fronte del quale le disposizioni attuali consentono all’operatore di continuare ad offrire gioco, senza versare il tributo dovuto», si legge nella relazione illustrativa. «Con la norma in esame si prevede che, in caso di accertamento, dell’imposta dovuta, il soggetto che intende continuare ad offrire gioco deve procedere al pagamento di quanto risultante dalla sentenza del giudice tributario, anche non definitiva». La norma «può consentire un più immediato recupero dell’evasione pregressa oppure, in caso di chiusura dei punti vendita, di veicolare la raccolta delle scommesse verso operatori in regola con gli obblighi fiscali»; l’ammontare complessivo degli accertamenti effettuati nel 2018 «è stato pari a 120 milioni di euro che, sulla base dell’andamento delle pregresse annualità, fa stimare al 70% l’indice di positività del contenzioso», si legge nella relazione tecnica. Per rendere la previsione più prudenziale, «tenendo anche conto del fatto che le sentenze favorevoli non definitive possono essere riformate in secondo grado o in Cassazione, si stima che i maggiori importi annui per l’Erario sono pari a 30 milioni».
MSC/Agipro
Decreto fiscale, nuova bozza: 30 milioni di euro dal recupero dell'imposta unica sulle scommesse