ROMA - Dal 1° gennaio 2020 tutti gli operatori - non solo quelli del settore degli apparecchi, ma anche i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco - dovranno iscriversi al Registro unico degli operatori del gioco pubblico: è quanto si legge nella bozza del Decreto Fiscale che Agipronews ha potuto visionare e che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri lunedì prossimo. La norma, oltre a permettere all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, «di migliorare il proprio presidio sul comparto dei giochi pubblici», dovrebbe portare alle casse dello Stato altri 12 milioni di euro all'anno: l'iscrizione al registro, infatti, costa 200 euro, moltiplicati per circa 100mila operatori (di cui 40mila già iscritti al R.I.E.S., i cui costi annuali di iscrizione ammontano oggi a 150 euro), «senza considerare l’aumento dell’importo per coloro che sono già iscritti al registro, per tenere conto di una possibile riduzione del numero complessivo degli operatori». Al registro dovranno iscriversi i proprietari, i produttori, i possessori e i concessionari per la gestione della rete telematica di slot e VLT, i concessionari del bingo e delle scommesse, i titolari dei punti di commercializzazione di prodotti di gioco pubblici, i titolari dei punti di commercializzazione delle lotterie istantanee e dei giochi numerici a quota fissa e a totalizzatore, i concessionari del gioco a distanza e i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco.
MSC/Agipro
Decreto fiscale, bozza: gioco online, anche i PVR dovranno iscriversi al Registro unico degli operatori