ROMA - «Il divieto di pubblicità del gioco, previsto dal decreto Dignità, si pone in contraddizione con la politica della Commissione europea, che raccomanda il ricorso alla pubblicità per spostare il gioco dal settore illegale a quello legale». Lo ha detto Raffaele Topo (PD), nel corso della discussione sul decreto Dignità nelle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera. Per combattere la dipendenza «ci sono altri strumenti, spesso adottati dagli enti locali, quali, ad esempio, la limitazione degli orari di gioco e del numero delle macchine, la limitazione delle giocate, la graduale dismissione degli impianti, specie di quelli posti in grandi esercizi commerciali», ha concluso. Anche per Silvia Fregolent (PD), «l'introduzione di un divieto generalizzato di pubblicità del gioco d'azzardo potrà avere conseguenze pericolose favorendo, in realtà, il gioco illegale»: il Governo, «con tale scelta normativa, si assume una responsabilità rilevante.
MSC/Agipro