ROMA - «Apprezzo e condivido l'intento di contrastare il disturbo da gioco d'azzardo ma ho qualche perplessità sulle misure adottate: vietare la pubblicità non servirà da sola a contrastare l'azzardopatia. Di certo si tratta di una norma di forte impatto, ma temo insufficiente». Lo ha detto Antonio Tasso (Gruppo Misto), intervenuto in Aula alla Camera nel corso della discussione generale sul decreto Dignità. «Puntiamo, invece, alla coscienza delle persone. Investiamo sulla cultura, sullo sport e su tutte quelle attività che sono in grado di allontanare gli individui dalle sale slot. Se non possiamo vietare il gioco scommesse, allora facciamo in modo di ricavare dalle scommesse risorse da investire nello sport e nella cultura», propone. «Si imponga, pertanto, alle aziende di gaming e di scommesse sportive, che vogliono investire nella pubblicità, di versare allo Stato eguale quota di quella investita, da destinare appunto allo sport dilettantistico, ai musei, al teatro, alla cultura», prosegue. «In tal modo si potrebbe arrivare al paradosso che, con le risorse ricavate da aziende, di cui si auspica la riduzione del core business, si finanzino strumenti per limitarne la diffusione e la pericolosità», conclude.
MSC/Agipro