ROMA - "Dalla clausola che fa salve le sanzioni amministrative previste dal Decreto Balduzzi, deriva che la violazione della disciplina sui messaggi pubblicitari" del gioco "rivolti ai minori (sanzionata con il pagamento di una somma da 100 a 500 mila euro) configura, con l’entrata in vigore del decreto Dignità, anche una violazione del generale divieto di pubblicizzare giochi e scommesse (sanzionata con il pagamento di una somma pari al 5% del valore della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore, per ogni violazione, a 50 mila euro), con conseguente cumulo
giuridico di sanzioni". Lo scrive il Servizio Studi di Camera e Senato nel dossier sul decreto all'esame delle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera. La legge n. 689 del 1981 prevede che "chi viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo", ma "la previsione di una sanzione amministrativa calcolata in misura
percentuale rispetto al valore della sponsorizzazione o della pubblicità rende impossibile individuare in astratto quale sia la violazione più grave".
MSC/Agipro
Decreto Dignità, Servizio Studi: "Chiarire il cumulo delle sanzioni per il divieto di pubblicità dei giochi"