ROMA - Con riferimento all’introduzione di nuove sanzioni per la pubblicità dei giochi, «appare necessario acquisire elementi per suffragare l’assunzione che l’Agcom possa far fronte ai nuovi adempimenti con le risorse disponibili a legislazione vigente: pur rilevando, infatti, che l’Agcom è già titolare di alcune competenze sanzionatorie in materia di giochi, relativamente ai divieti in campo radiotelevisivo, si osserva che il divieto posto dalla norma in esame è di portata più ampia, essendo riferito alla totalità dei mezzi di comunicazione, alle pubblicità indirette, alle sponsorizzazioni». E' quanto si legge nel dossier del Servizio Bilancio di Camera e Senato sul decreto Dignità. Inoltre, «nel primo anno di applicazione (per il quale è transitoriamente prevista la validità di taluni contratti pubblicitari già in essere), il procedimento di irrogazione delle sanzioni dovrebbe basarsi anche sull’esame della decorrenza e della perdurante validità dei rispettivi contratti, per valutare se la pubblicità rientri nella disciplina transitoria».
MSC/Agipro