ROMA - Sulla legislazione italiana, poi, l'Agcom ricorda quanto previsto dal Decreto Balduzzi e dalle regole dell'Istituto di autodisciplina pubblicitaria, fino alle disposizioni previste dalla legge di stabilità 2016, che attribuisce proprio all'Agcom il presidio sanzionatorio, e al decreto dignità.
Tra le criticità evidenziate dall'Agcom, c'è il «coordinamento tra le competenze attribuite all’AGCOM dalla presente norma (decreto dignità, ndr) e quelle attribuite all’AAMS dal decreto Balduzzi, sia sotto il profilo delle condotte vietate, sia sotto il profilo delle sanzioni applicabili», il coordinamento con quanto previsto dalla legge di stabilità 2016 e le norme contenute nel decreto dignità. «Si pone quindi il problema se il decreto dignità abbia un’efficacia abrogativa delle norme contenute nella legge di Stabilità ovvero se le regole e sanzioni previste dal decreto dignità vadano ad aggiungersi a quelle previste dalla legge di stabilità», specificano ancora dall'Agcom. E ancora, la sproporzione delle sanzioni, l'ambito di applicazione delle nuove regole, la definizione di "sito" quando si parla di «divieto di pubblicità su internet».
SA/Agipro