ROMA - Il decreto Dignità «si propone di combattere la ludopatia, principio giusto e condiviso dal Partito Democratico, ma o la ludopatia è una questione che vale un investimento esiguo oppure è un problema serio per il quale ci vorrebbe un'adeguata copertura». Lo ha detto Ettore Rosato (PD), nel corso della discussione - nelle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera - del decreto, in particolare della riformulazione dell'emendamento Trano 1.011 che «tassa i giochi con una conseguente diminuzione delle entrate erariali». Per Rosato, «il Governo non ha presentato un proprio emendamento, perché avrebbe dovuto sottoporlo al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, la quale non avrebbe mai potuto autorizzare una copertura basata su entrate solo ipotetiche», ma il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia ha tranquillizzato le Commissioni: «tutte le proposte di riformulazione avanzate dal Governo, prima di essere presentate, sono state adeguatamente valutate sotto il profilo della copertura degli oneri finanziari».
MSC/Agipro