ROMA - Le nuove norme sul divieto di pubblicità dei giochi previsto dal Decreto Dignità «dovrebbero modulare il trattamento sanzionatorio a seconda della “pericolosità” della concreta condotta rilevata». Lo scrive l'Agcom nella segnalazione inviata al Governo e pubblicata ieri sera.  Una sanzione minima di 50mila euro per chi viola il divieto di pubblicità dei giochi risulta «poco ragionevole e sproporzionata», sottolinea l'Autorità. Una sanzione di simile entità non è «prevista per alcuna altra fattispecie violativa rientrante nel perimetro tipico dell’attività di vigilanza di questa Autorità, avente ad oggetto la diffusione di contenuti sui servizi di media audiovisivi e radiofonici, in attuazione delle disposizioni recate dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. In particolare, anche in relazione a settori
meritevoli di tutela rafforzata, come quello della tutela dei minori, il predetto testo unico prevede sanzioni di massimo 250mila euro. Considerazioni del tutto analoghe valgono con riferimento alle disposizioni generali in materia di comunicazione commerciale audiovisiva anche con riguardo a quei settori soggetti a previsioni più stringenti, quali tabacco e prodotti sanitari».
MSC/Agipro