ROMA - Il "conto di base" «non pone limiti al suo utilizzo, se non quello di includere nel canone un certo numero di operazioni», e non «garantisce in caso di persona sottoposta a indagini per riciclaggio», quindi «non sembrerebbe uno strumento idoneo a perseguire le finalità del provvedimento, che riguarda anche persone sottoposte a indagini per il reato di riciclaggio». Lo ha detto la sottosegretaria all'Economia, Maria Cecilia Guarra, intervenendo in Commissione Finanze al Senato nel corso dell'esame del decreto recante "Disposizioni in materia di utilizzo ed erogazione del rapporto di conto corrente".
Il riferimento è alla soluzione proposta dal relatore, il senatore Marco Perosino (Forza Italia), che ha presentato un emendamento secondo cui «le banche, la società Poste italiane e gli altri prestatori di servizi abilitati a offrire servizi a valere su un conto di pagamento sono tenuti a offrire un "conto di base", in caso di recesso dal contratto di conto corrente da parte dell'intermediario, anche in esito all'effettuazione della adeguata verifica della clientela»
La sottosegretaria quindi suggerisce «di individuare un altro tipo di conto corrente che abbia dei limiti rispetto al conto base» e ha assicurato «la disponibilità del Governo» per «trovare una soluzione a un problema che concerne diverse persone che hanno bisogno di un conto corrente per ricevere lo stipendio o effettuare operazioni bancarie, anche alla luce delle diverse norme che hanno limitato l'uso del contante».
MSC/Agipro
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