ROMA – Le procedure adottate per la mitigazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo non devono escludere, in via preventiva e generalizzata, “determinate categorie di soggetti (tra i quali gli operatori dei giochi, ndr) dall’offerta di prodotti e servizi esclusivamente in ragione della loro potenziale elevata esposizione al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”. È quanto si legge nel dossier del Servizio studi del Senato in relazione al Decreto Asset: il riferimento è alle misure contenute nell’articolo 12-bis, introdotto a palazzo Madama, per mitigare il de-risking, ovvero la tendenza di alcune banche e altri prestatori di pagamento di interrompere o rifiutare relazioni contrattuali con soggetti potenzialmente esposti a rischi di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Nello stesso articolo – prosegue il report - viene inoltre stabilito che “le misure adottate dai soggetti obbligati per verificare la clientela ai fini del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo siano basate su informazioni aggiornate derivanti dal controllo costante del rapporto con il cliente, per tutta la sua durata, attraverso l’esame della complessiva operatività del cliente medesimo, la verifica e l’aggiornamento dei dati e delle informazioni acquisite nello svolgimento delle attività”. Tra i soggetti obbligati vi rientrano anche gli operatori di gioco, che devono procedere “all'adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile”, e “quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull'adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell'identificazione”.

AB/Agipro

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