ROMA - Per il 2020, il Decreto Ristoro e il Decreto Ristori Bis «comportano un peggioramento, pari a circa 3,7 miliardi in termini di fabbisogno e circa 5 miliardi in termini di indebitamento netto»: è necessario chiarire la natura della copertura finanziaria dei provvedimenti che «non è rinvenuta attraverso le consuete modalità», ma - secondo la relazione tecnica del Governo - «trova compensazione» in relazione al «minor utilizzo di alcune misure previste dagli interventi effettuati in maggio ed agosto». Lo scrivono i tecnici del Servizio Bilancio del Senato nel dossier che analizza l’impatto finanziario delle misure recate dai due Decreti Ristori, che prevedono un contributo a fondo perduto del 200% per le «attività connesse con le lotterie e le scommesse, comprese le sale bingo» e un contributo del 100% per le attività di «gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone».
L’ammontare dei risparmi derivanti dal minore utilizzo delle risorse messe a disposizione con i precedenti provvedimenti emergenziali «non si desume dalla documentazione ufficiale» relativa ai due Decreti Ristori. A differenza di quanto accaduto per i precedenti decreti legge “Covid-19” che, «pur esponendo saldi negativi, ne prevedevano la compensazione a valere su quote di maggior indebitamento già autorizzate» anche con i tre scostamenti di bilancio, i due Decreti Ristori, «pur facendo ricorso alle medesime risorse, utilizzano a copertura del saldo negativo gli importi conteggiati come risparmi, peggiorando quindi le stime più recenti di deficit incorporate nel Documento programmatico di Bilancio». Per questo motivo, concludono i tecnici, «appare utile chiarire se questa compensazione sia integralmente a valere su risparmi derivanti da misure - recate dai cosiddetti “decreti Covid-19” e finanziate con le risorse riferite ai primi tre scostamenti di bilancio - ovvero in parte anche a valere sul più generale miglioramento del quadro di finanza pubblica per l’esercizio in corso».
MSC/Agipro