ROMA – I problemi alla schiena e alle spalle, i crampi, il vomito e anche le lacrime mentre la partita era ancora in corso. Quella andata in scena ieri sera agli Us Open non è stata “solo” una sconfitta di Novak Djokovic, che non perdeva al debutto in uno Slam dal 2006 (e già questo rende bene l’idea dell’eccezionalità del ko contro Navone), ma anche la rappresentazione più evidente di un momento di grande difficoltà vissuto da uno dei tennisti più forti di sempre. E sul cui futuro, ora, si aprono numerosi dubbi, tanto che i bookie scommettono sul suo ritiro entro fine anno, un’ipotesi che su Sisal e Snai paga 4 volte la posta giocata. D’altronde, i malanni di Nole sono cosa ben nota: “Credo fosse evidente che mi sentivo molto male in campo – ha dichiarato il campione 39enne in conferenza stampa–. Purtroppo, è una sensazione con cui sto facendo i conti in ogni partita quest’anno: il vomito è un problema serio. Il mio corpo inizia a cedere con i crampi, poi alla fine della partita anche la schiena e la spalla mi hanno abbandonato completamente. Ho detestato ogni singolo momento trascorso in campo”. Insomma, difficoltà fisiche quasi croniche, che allontanano il sogno del 25esimo Slam in carriera e aprono seri interrogativi sul futuro del serbo.

AB/Agipro

Foto credits: AndrewHenkelman, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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