ROMA - Scatta il conto alla rovescia per la sentenza della Corte di Giustizia Europea - in arrivo domani -  sul caso Laezza, questione sollevata dal bookmaker inglese Stanleybet: al centro dell’attenzione, la restituzione della rete di accettazione delle scommesse al termine del periodo di concessione, clausola inserita nel Bando Monti del 2012 e ritenuta discriminatoria dalla società britannica. Stanley ha chiesto di dichiarare non conforme al diritto europeo la norma che ha attuato la disposizione governativa. L’udienza di merito sul caso si è svolta lo scorso 17 settembre, e in quella sede anche la Commissione Ue ha espresso la propria contrarietà, sollevando dubbi sulla proporzionalità della norma. Nelle conclusioni di fine novembre l’avvocato generale presso la Corte, Nils Wahl, ha poi spiegato che la richiesta in esame è generica sotto molti profili, ma la previsione di un obbligo di cessione a titolo non oneroso potrebbe potenzialmente essere discriminatoria se fosse applicabile soltanto ai nuovi concessionari. La Corte Ue valuterà dunque le clausole contenute nella convenzione firmata dai Monopoli e concessionari sull’obbligo "di cessione a titolo non oneroso" dei beni materiali e immateriali della rete di gestione e raccolta del gioco. Nel frattempo, comunque, il Governo ha anticipato la decisione, cancellando di propria iniziativa la norma nel testo della legge di stabilità. FP/Agipro