ROMA - Bene riaprire, anche se con tanti paletti e limitazioni, pechè è comunque «un segnale di discontinuità rispetto al sistema delle chiusure, che dà prospettiva e fiducia al settore», ma è necessario prevedere aiuti per chi è costretto a restare chiuso. Lo ha detto il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani, in un'intervista ad Askanews.
Per questo, tra i 40 miliardi previsti dal Governo con il nuovo scostamento di bilancio per sostenere l'economia e i settori più colpiti «ci aspettiamo che la ristorazione e i pubblici esercizi possano avere una dotazione economica e misure emergenziali in termini di contributi a fondo perduto, interventi sulla liquidità, sulle locazioni commerciali e sulle moratorie fiscali che possano consentire di andare avanti in attesa di tempi migliori. Chiediamo il ripristino del principio selettività negli indennizzi a fondo perduto, con maggiorazioni per chi è stato costretto a chiudere», sottolinea. «I pubblici esercizi sono strumenti di coesione sociale - conclude Stoppani - Lo scorso anno sono stati persi 260.000 occupati, se ora chiudessero 60mila imprese ci sarebbe un dispersione enorme di competenze, un danno incalcolabile».
RED/Agipro
Coronavirus, Stoppani (Fipe): "Servono aiuti per le attività costrette a restare chiuse"