ROMA - «Di fronte a eventi straordinari, eravamo già abituati ad allertare i nostri sensori» e, anche «nel corso di questa pandemia, abbiamo subito avuto il sentore che si sarebbe creato un filone di interesse criminale», attraverso «un'aggressione ai settori economici più direttamente colpiti», a quelle «attività che hanno dovuto chiudere i battenti, che hanno hanno visto improvvisamente crollare il loro appeal economico». Si tratta di quei «settori che, avendo perso la capacità di produrre ricchezza, si sono trovati "offerti in pasto" alle prevaricazioni della criminalità organizzata». Lo ha detto il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Aggiunto, Giovanni Russo, nel corso della presentazione della “Rivista giuridica del Mezzogiorno” dedicata alla lotta alla criminalità organizzata. «Bisogna considerare il carattere di modernità delle mafie, fatte innanzitutto di resilienza. Dopo un primo momento di sbandamento, durato pochissimo, la criminalità organizzata è riuscita a rimettere in sesto rapidamente i propri flussi», ha sottolineato. Per questo «dobbiamo sequenziare il dna della criminalità organizzata: osservare, giudicare e intervenire» per contrastare la sua azione, ha concluso.
MSC/Agipro