ROMA - Massima prudenza, specie in una fase delicata come questa, dove la stabilità delle ultime 4 settimane sembra lasciare il passo a una ripresa dei contagi, spinta anche dalle varianti che dilagano sulla Penisola: sarebbe questa, a quanto si apprende, la linea del Comitato tecnico scientifico, l'organismo che assiste il Governo, suggerendo le misure da adottare per contenere l’epidemia di Covid-19, che si è riunito nel pomeriggio di ieri per una valutazione delle ipotesi per il nuovo dpcm. Il coordinatore Agostino Miozzo ha poi partecipato alla riunione a palazzo Chigi con il premier Draghi, i ministri competenti e i presidenti del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, e dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Secondo i tecnici, sarebbe prematuro, in questa fase, parlare delle riaperture di palestre e piscine, sale giochi, e altre attività giudicate ancora a rischio. Il discrimine per far ripartire queste attività sarebbe un incidenza del contagio (il numero dei positivi per 100mila abitanti) non superiore ai 50 casi: al momento, l’incidenza media in Italia si aggira sui circa 135 casi su 100mila abitanti. Il Cts vorrebbe quindi conservare le misure in vigore anche nel prossimo provvedimento post-5 marzo. Oggi è prevista una nuova riunione dei tecnici per valutare il protocollo di sicurezza messo a punto dalle associazioni dello spettacolo: anche qui varrà il principio della massima precauzione. Ancora non affrontato invece, sempre a quanto si apprende, il tema della revisione dei parametri utilizzati per definire le fasce di rischio, come richiesto dalle Regioni, che sarà trattato in una delle prossime riunioni.
RED/Agipro