ROMA - «Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno». Lo ha detto il presidente della Fifa, Gianni Infantino, intervistato dalla Gazzetta dello Sport. «Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Abbiamo dimostrato spirito di cooperazione e solidarietà con Europa e Sudamerica. Ora pensiamo al calendario delle nazionali. E alle modifiche e alle dispense temporanee per i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure. Ma non c'è scelta. Dovremo tutti fare sacrifici», spiega. 
«Serve una valutazione dell'impatto economico globale. Ora è difficile, non sappiamo quando si torna alla normalità. Ma guardiamo alle opportunità. Possiamo forse riformare il calcio mondiale facendo un passo indietro. Con formati diversi. Meno tornei, ma più interessanti. Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Non è fantascienza», aggiunge. «Quantifichiamo i danni, vediamo come coprirli, facciamo sacrifici, sarà avvantaggiato chi ha gestito la propria 'azienda' in modo sano, e ripartiamo. Non da zero, siamo privilegiati. Ma salviamo tutti assieme il calcio da una crisi che rischia di essere irreversibile», conclude.
RED/Agipro