ROMA - Accelerare il piano nazionale per la "fase 2" di convivenza con il Coronavirus, per frenare l'agitazione delle Regioni e permettere ad aziende e cittadini di prepararsi alla graduale ripartenza. A questo lavora il premier Giuseppe Conte, insieme ai ministri, alla task force e al comitato tecnico scientifico, mentre Vittorio Colao punta a consegnare già a metà settimana al governo la sua relazione, che avrà al centro attività produttive e trasporti e che dovrà essere discussa nella cabina di regia con le Regioni e i Comuni, con l'obiettivo di fissare le linee guida per le riaperture. 
Fonti di governo fanno sapere che sta tramontando l'idea di sbloccare alcuni settori il 27 aprile, ma gli enti locali non escludono di strappare qualche concessione. L'obiettivo del governo è evitare che si riaccendano focolai di contagio o che arrivino in Regioni finora risparmiate: perciò, spiega il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, nel piano del Governo l'autonomia regionale sarà data dalla possibilità di introdurre misure più restrittive, non per allentare i divieti. La ripartenza dovrebbe comunque riguardare tutte le attività produttive con l'eccezione, almeno all'inizio di bar, ristoranti, parrucchieri e ovviamente discoteche, teatri, cinema. Anche per gli spostamenti individuali la fine del lockdown sarà più lenta. E potrebbe essere per fasce d'età, con maggiori cautele per le persone più anziane.
RED/Agipro