ROMA - Il “game over” dovuto all'emergenza coronavirus costa allo Stato complessivamente 18 milioni al giorno in termini di mancato gettito erariale. Questo il dato che emerge da un'analisi Agipronews basata sui dati dei Monopoli di Stato e sulla raccolta dei giochi pubblici nel periodo immediatamente precedente al blocco. Attualmente, va ricordato, il settore del gaming è limitato alla modalità on line e alle attività ancora permesse nelle tabaccherie, come Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci. Chiuse, dall'8 marzo fino al 3 aprile, tutte le sale slot e vlt, le agenzie di scommesse (aperti solo i corner presso le tabaccherie) e le sale Bingo. Per quanto riguarda le entrate erariali, il settore degli apparecchi è di gran lunga la voce più significativa: lo stop alle slot (che sono rimaste accese fino all'11 marzo nelle tabaccherie, prima di essere stoppate da una direttiva dei Monopoli) e alle Vlt da solo costa allo Stato 17 milioni al giorno, mentre le scommesse (comprese le virtuali) e il bingo fanno mancare complessivamente un milione al giorno. In tutto, se la chiusura si limiterà alla prevista finestra di 25 giorni, nelle casse statali entreranno dai giochi pubblici circa 450 milioni in meno. NT-MF/Agipro