ROMA - «Perché l’impianto antiriciclaggio continui a funzionare è necessario non abbassare il livello di guardia, per scongiurare il rischio di infiltrazioni criminali, anche in relazione alla fase di riavvio delle attività economiche». E' quanto si legge sul magazine dell'Eurispes, che si riferisce alla circolare dell’11 marzo della Guardia di Finanza, che ha sospeso «per un periodo vincolato all’evoluzione della pandemia da Coronavirus, l’esecuzione delle verifiche, dei controlli fiscali e in materia di lavoro e tutte le situazioni connesse a violazioni per le quali potrebbero scadere i termini di contestazione». Il blocco immediato, si legge, «riguarda anche i controlli strumentali e tutte le attività di intelligence e di polizia economico-finanziaria di contrasto al riciclaggio».
La decisione di sospendere i controlli in materia di antiriciclaggio «non deve indurre a concentrarci unicamente sulla pianificazione di azioni di prevenzione e contrasto alla criminalità da attuare nel periodo post-Coronavirus, per non generare il rischio di segnali di un abbassamento del livello di guardia».
RED/Agipro
Coronavirus, Eurispes: antiriciclaggio, non abbassarre il livello di guardia in fase di riapertura delle attività