ROMA - «Quasi il 50% del credito bancario alle imprese è “congelato” per effetto delle moratorie sui prestiti e del Fondo di Garanzia per le Pmi. Un repentino ritorno alla normalità delle regole ordinarie rischia di mettere a rischio centinaia di migliaia di imprese»: è la denuncia della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna) che, «per scongiurare possibili gravi shock sul sistema bancario e sul tessuto produttivo», rilancia la necessità di alcuni interventi urgenti a sostegno delle aziende. «Tra gli interventi che richiediamo, in particolare, c’è di prorogare alcune misure in scadenza a giugno prossimo; somministrare massicce dosi di flessibilità al sistema regolamentare comunitario, a partire dalle norme sul default e dal calendar provisioning. Inoltre è necessario che l’Europa segua l’esempio dell’Italia, estendendo da 7 a 15 anni la durata dei finanziamenti assistiti da garanzia pubblica. In parallelo, è urgente individuare strumenti per favorire la rinegoziazione di circa 200 miliardi di euro di esposizioni congelate con le moratorie». Inoltre, «sul piano nazionale sono necessari rivitalizzare il sistema dei Confidi, che ha dato prova di sostenere con efficacia l’imprenditoria diffusa nella crisi in corso, e ottimizzare l’operatività del Fondo di Garanzia per le Pmi, valorizzando la relazione tra pubblico e privato».
RED/Agipro