ROMA - La confisca dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato di frode in competizione sportiva si applica anche alle frodi compiute in competizioni sportive nel settore ippico. Lo segnala Giovanna Palma (PD), relatrice del testo della ratifica della Convenzione UE sul match-fixing in Commissione Agricoltura alla Camera. La relatrice sottolinea che «il testo della legge del 1989 - qui oggetto di modifica - reca ancora il riferimento all’Unire, ente ormai soppresso, essendo state le relative competenze trasferite prima all’Assi (Agenzia per lo sviluppo del settore ippico), poi al Mipaaf, ad eccezione delle competenze relative alla certificazione delle scommesse sulle corse dei cavalli ai fini del pagamento delle vincite dovute agli scommettitori, che sono state affidate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli». MSC/Agipro