ROMA - “Siamo perplessi sulle limitazioni a distanze e orari per i punti con le slot machine, che possono essere facilmente aggirate con tablet e device vari. Si insegue un falso bersaglio. In generale, le imprese hanno bisogno di certezze sugli investimenti: nel nostro paese, i legislatori hanno dato allo Stato il compito di regolare il settore. Se analizziamo i ruoli nella filiera, il barista è un incaricato di servizi pubblici, attraverso il rapporto con il concessionario. Da anni le imprese non possono fare investimenti - anche sulla formazione degli esercenti - per l’incertezza delle regole. Il target deve essere la protezione delle fasce più deboli”. Lo ha detto Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe, nel corso del convegno della Fondazione Buozzi in corso a Roma. “Alcune regioni – ha proseguito - stanno già formando il personale a contatto con il pubblico, che è un aspetto fondamentale, ma non c’è una norma nazionale. Un sistema di autoesclusione anche nel settore retail andrebbe implementato: nel 2023, i dati evidenziavano 155mila autoesclusi dal gioco online. Dovremmo introdurre sistemi di controllo e tutela anche nei punti vendita, ci aiuterebbe a proteggere i giocatori”.  Si continua a parlare della raccolta giochi, ha concluso Cangianelli, ma è un dato che non ha particolare significato. “I valori reali dell’attività andrebbero resi noti dalle istituzioni, le nostre imprese hanno un vantaggio: li abbiamo disponibili ogni giorno, quindi abbiamo una visione più chiara. Si discute di una fortissima crescita del gioco online ma i dati ci dicono negli ultimi anni che la crescita del segmento è dovuta in buona parte alle transazioni nei punti vendita”.

NT/Agipro