ROMA - Il Comune di Venezia si aggiudica un’altra vittoria nel contenzioso contro la società Play And Win, diffidata a esercitare l’attività di giochi nei locali a Marghera, in via Longhena. La Quinta sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare presentata dalla società contro la sentenza del Tar Veneto dello scorso luglio, con cui è stata confermata la validità del “distanziometro” approvato a novembre 2016. I giudici di Palazzo Spada, in attesa “dell’approfondimento dei profili problematici prospettati” che verranno esaminati nell’udienza di merito, ritiene “meritevole di maggiore considerazione l’interesse pubblico, rappresentato dal Comune resistente, alla tutela della salute della collettività, con particolare riferimento ai giovani e alle fasce deboli della popolazione”. La società aveva sostenuto l’illegittimità delle distanze minime stabilite dal Comune lo scorso anno, che includono nell’elenco di luoghi sensibili sette categorie di spazi (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi o centri giovanili, strutture residenziali, parchi o giardini, musei, caserme), lamentando l’effetto espulsivo causato dalla norma. Il Tar Veneto non è stato di questo avviso:  la società non rispetta le distanze da luoghi che rientrano solo in quattro delle sette categorie previste dal regolamento, e il presunto effetto espulsivo non è sostenibile. LL/Agipro