ROMA - L'assoluzione in un processo penale non è una garanzia assoluta per il rilascio della licenza di pubblica sicurezza. E' quanto ha stabilito in una sentenza il Consiglio di Stato ribaltando la decisione del Tar Calabria che aveva accolto il ricorso di un esercente: l'imprenditore aveva richiesto la licenza per una sala videolotteries, negata dal Questore di Cosenza poiché implicato in un processo per estorsione ed usura a carico del padre, e si era rivolto al tribunale amministrativo dopo la sentenza di assoluzione. Secondo l'imprenditore, la decisione del Gip era stata "svalutata" dal Questore, che aveva recepito acriticamente il processo penale senza specificare il modo in cui poteva verificarsi il rischio di un abuso. Secondo i giudici della Terza sezione, però, il giudizio logico della Questura «è stato esternato nel provvedimento ed appare indenne da vizi di logicità o di travisamento dei fatti»: per il Gip mancava l'assoluta certezza del reato, ma l'imprenditore aveva agito da intermediario (a sua detta inconsapevolmente) nella vicenda, evidenziando dunque «una concreta condotta negativa» che ha portato al giudizio di inaffidabilità. LL/Agipro
Vlt, Consiglio di Stato: l'assoluzione in processo penale non garantisce rilascio della licenza