ROMA - I rapporti di parentela con esponenti di clan mafiosi giustificano l’emanazione di informative antimafia. È quanto ha decisto il Consiglio di Stato nella sentenza che respinge l’appello di un noleggiatore di slot, il cui ricorso era stato già bocciato dal Tar Lombardia. Nei confronti del ricorrente, amministratore unico della società, era stata emessa dal Prefetto di Milano un’interdittiva per gli stretti legami con esponenti della criminalità organizzata. «Gli elementi emersi, come ha ben rilevato la Prefettura di Milano, consentono di delineare un pericoloso intreccio di legami familiari e anche economici tra il ricorrente ed esponenti della ‘ndrangheta calabrese», si legge nella sentenza. Tale scenario, concludono i giudici, «è in linea con la consolidata giurisprudenza in materia di misure amministrative antimafia», provvedimenti istituiti per «prevenire un pericolo grave per l’ordine pubblico economico, la concorrenza, il buon andamento dell’amministrazione, e non a punire condotte penalmente illecite». LL/Agipro
Giochi, Consiglio di Stato conferma interdittiva antimafia per gestore slot: «Interessi economici con criminalità organizzata»