ROMA - È prevista nelle prossime 48 ore l’ordinanza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dal titolare di una sala scommesse di Lecce, a cui il Comune ha imposto la chiusura per il mancato rispetto del “distanziometro” previsto dalla legge regionale (almeno 500 metri di distanza dai luoghi sensibili). Contro il provvedimento comunale il ricorrente ha obiettato che le procedure per l’affidamento dell’autorizzazione dei Monopoli si erano concluse prima dell’entrata in vigore della legge, a dicembre 2013; a complicare la situazione è stato però il rilascio della licenza di pubblica sicurezza, arrivata solo ad aprile 2014. Il mese scorso il Tar Puglia aveva respinto la richiesta di sospensiva, sottolineando proprio che l’autorizzazione della Questura all’attività era arrivata dopo la “bollinatura” della legge. LL/Agipro