ROMA - La disciplina sugli orari di funzionamento delle slot dovrebbe essere sviluppata grazie a una convergenza di soggetti pubblici e non con singole iniziative dei comuni. È questa la motivazione alla base del ricorso presentato al Consiglio di Stato da una sala bingo di Padova contro i limiti orari imposti dal sindaco Bitonci nel capoluogo veneto. Nella richiesta di sospensiva discussa davanti ai giudici della Quinta sezione, i legali della sala hanno sottolineato la carenza di istruttoria da parte del Comune, che ha basato il suo provvedimento su dati dell'azienda sanitaria locale del 2010. Per gli avvocati una simile materia andrebbe fondata su dati aggiornati e soprattutto sul coordinamento delle diverse parti coinvolte: oltre al Comune, anche Stato e concessionari dovrebbero apportare il loro contributo. Il Tar Veneto aveva respinto a dicembre la richiesta di sospensiva, giudicando giustificata l'ordinanza del sindaco per ragioni di tutela della salute pubblica. La decisione di Palazzo Spada è invece attesa in settimana. LL/Agipro