ROMA - Il Ministero dell’economia, il Ministero della salute la Conferenza Unificata dovranno emanare le linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia dovuti a gioco compulsivo, come previsto dalla legge di stabilità del 2011. È quanto emerge dalla sentenza del Consiglio di Stato che chiude un iter giudiziario iniziato nel 2012 con il ricorso del Codacons al Tar Lazio. Cinque anni fa, l’associazione dei consumatori si era rivolta ai giudici amministrativi per chiedere l’emanazione del provvedimento previsto dalla manovra finanziaria. Il Tar aveva accolto la richiesta, ma l’iter era rimasto bloccato tra Conferenza Unificata, Agenzia Dogane e Monopoli e Ministero della Salute. Le amministrazioni hanno in seguito presentato appello, sostenendo che l’emanazione del decreto Balduzzi nel 2012 (successivo alla sentenza del Tar) avesse disciplinato “ex novo” la materia, individuando le linee d’azione contro la ludopatia. Il decreto interdirigenziale sarebbe inutile e inopportuno allo stato attuale, ma non la pensano così i giudici della Quarta sezione di Palazzo Spada.
“Ludopatia, obiettivi del legislatore rimasti lettera morta”