ROMA - La Quarta sezione del Consiglio di Stato ha respinto l'appello proposto dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero dell'economia, ribadendo l'obbligo dell'amministrazione di emanare le linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo, previsto dalla legge di stabilità del 2011. È quanto si legge in una nota di Palazzo Spada. “Il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar Lazio, ha sottolineato che l’emanazione successiva del decreto Balduzzi non ha fatto venir meno l’obbligo a emanare le linee guida per il contrasto alla ludopatia previsto fin dal 2010 e rimasto inattuato”, si legge. “Infatti, il decreto Balduzzi costituisce un passo ulteriore nella tutela avverso i fenomeni di ludopatia, che va ad aggiungersi ai meccanismi già previsti da leggi precedenti e rimasti inattuati. Il supremo giudice amministrativo ha anzi evidenziato che la mancata attuazione sia della legge del 2010 sia del decreto Balduzzi corre il rischio di innescare ‘un circolo vizioso per cui la mancata attuazione di una norma verrebbe superata da una nuova norma che, nell’abrogare la prima, resterebbe anch’essa non attuata’”. RED/Agipro