ROMA - Il Consiglio di Stato ribalta la partita sull'inclusione dei bancomat nell'elenco di luoghi sensibili da cui le sale giochi devono rispettare una distanza minima. È quanto emerge dalla sentenza che accoglie il ricorso del Comune di Belluno contro la sentenza del Tar Veneto di aprile 2019. In quella occasione i giudici amministrativi avevano bocciato la norma comunale che prevede tra i punti off limits anche i bancomat, accogliendo il ricorso della società titolare di una sala vlt. La Terza sezione di Palazzo Spada ha ritenuto però di annullare gli effetti di quella sentenza: nel corso degli ultimi anni, ricordano i giudici, il Consiglio di Stato «ha più volte affermato che dalla legislazione nazionale si ricava il principio della necessaria pianificazione della distribuzione sul territorio delle sale da gioco, allo scopo di contenere e contrastare il fenomeno della ludopatia». I giudici amministrativi e la Corte Costituzionale hanno più volte ribadito «che le disposizioni sui limiti di distanza imposti alle sale da gioco dai luoghi sensibili siano dirette al perseguimento di finalità, anzitutto, di carattere “socio-sanitario” e anche di finalità attinenti al “governo del territorio”, sotto i profili della salvaguardia del contesto urbano». Sono quindi legittime le scelte delle regioni di ampliare il numero dei luoghi sensibili. Riguardo ai bancomat, in particolare, «la distanza prescritta è solo un ulteriore mezzo per evitare che l’occasione del prelievo sia facilmente colta dal soggetto ludopatico per continuare o aggravare la sua condizione sociale, personale e patologica». LL/Agipro