ROMA - Non devono essere necessariamente cancellati dall'elenco operatori slot gli esercenti che non pagano entro i termini previsti la somma per l'iscrizione. A stabilirlo è il Consiglio di Stato sul caso del titolare di un bar di Milano, rimosso dal registro su disposizione dell'Agenzia Dogane e Monopoli per il ritardo nel versamento dei 150 euro richiesti. Contrariamente al Tar Lazio, i giudici di Palazzo Spada hanno accolto il ricorso dell'esercente, trovando dirimenti le disposizioni contenute nel Decreto fiscale del 2019. A differenza della precedente disciplina sull'elenco operatori, il provvedimento ha previsto «le condizioni subordinatamente alle quali l'omesso versamento può essere regolarizzato, con l’applicazione delle maggiorazioni». La nuova norma, «benché entrata in vigore successivamente alla presentazione dell’istanza per cui è causa» esprime «i principi generali dell’ordinamento, quali quelli di proporzionalità, adeguatezza», applicabili a questa vicenda. «Il pagamento - scrive il Collegio - è avvenuto a pochi giorni di distanza rispetto all’accertamento, senza che il destinatario, sempre regolare nei pregressi pagamenti, sia stato messo nelle condizioni di sanare l’inadempimento, poi effettivamente avvenuto». I giudici non ravvisano quindi «esigenze tali da imporre necessariamente, come unica ed ultima ratio, la misura più afflittiva della cancellazione dell’impresa dal registro».
LL/Agipro
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