ROMA - Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dall’associazione Sapar e altre sei società di giochi contro le modalità applicative previste dalla legge regionale sul gioco patologico del 2013. Il provvedimento approvato a giugno 2017 dalla Giunta regionale ha reso operativo il divieto di apertura e di esercizio delle sale da gioco - ma anche la nuova installazione di slot - a una distanza inferiore di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto. «Avuto riguardo alla natura regolamentare dell’atto impugnato - si legge nell’ordinanza - e alla attuale insussistenza di provvedimenti di chiusura dei locali in attività e/o di inibizione degli esercizi in essere, il danno prospettato» dalle società non presenta caratteristiche di «gravità e irreparabilità». Anche il Tar dell’Emilia Romagna, lo scorso aprile, aveva bocciato la richiesta di sospensiva degli operatori. LL/Agipro
Giochi, Consiglio di Stato: no a sospensione di distanze minime in Emilia Romagna