ROMA - L’ordinanza del Consiglio di Stato sul caso Domodossola «apre uno spiraglio di ragionevolezza nell’analisi sull’impatto che la legge regionale sul gioco ha sugli operatori». L’avvocato Matilde Tariciotti, insieme allo studio LG Law, commenta la decisione di Palazzo Spada sul regolamento del Comune di Domodossola, che impone distanze minime tra sale e apparecchi da gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese, così come previsto dalla legge regionale del Piemonte. Il Consiglio di Stato ha disposto una verifica sul possibile effetto espulsivo del regolamento comunale, affidando al Direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate, sezione di Torino, l’analisi della «conformazione naturale» del Comune e della disciplina urbanistica. «In effetti - spiega Tariciotti - un conto è parlare di territorio tout court, un conto è considerare il contesto urbano. Domodossola ha un territorio prevalentemente montuoso: considerando solo le zone effettivamente abitabili, il regolamento attuale consentirebbe l’attività delle sale giochi solo sui rifugi di montagna. La particolarità dell’ordinanza, inoltre, è che chiede di chiarire la percentuale del territorio dove potrebbe verificarsi l’effetto espulsivo, dunque fa un riferimento alla proporzionalità della misura». A questo punto, secondo l’avvocato, «sulla legge regionale potrebbe essere sollevata la questione di illegittimità costituzionale, nel caso in cui la verifica disposta confermasse l'effetto espulsivo del distanziometro». LL/Agipro
Giochi a Domodossola, Avv. Tariciotti insieme a LG Law: “Se effetto espulsivo verrà confermato, possibile sollevare questione di legittimità costituzionale”