ROMA - Il Consiglio di Stato deciderà in camera di consiglio, il prossimo 19 luglio, il ricorso presentato dall’associazione Sapar e altre sette società di giochi contro le modalità applicative previste dalla legge regionale sul gioco patologico del 2013: in particolare si contesta il divieto di apertura e di esercizio delle sale da gioco - ma anche la nuova installazione di slot - a una distanza inferiore di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto. Il Consiglio di Stato ha deciso di non concedere una sospensiva con decreto, le misure cautelari non erano state accolte neanche dal Tar Emilia Romagna lo scorso 18 aprile. Per i giudici di Palazzo Spada «la chiusura (o delocalizzazione) dell’esercizio commerciale non è effetto immediato del provvedimento impugnato, ma richiede l’adozione da parte dei Comuni di provvedimenti ulteriori», non ci sarebbero dunque «i presupposti di estrema gravità ed urgenza tali da non consentire neppure la dilazione fino alla camera di consiglio per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare».

PG/Agipro