ROMA - Le autorizzazioni della sala vlt “Babylon Slot” di Roma sono state rilasciate in seguito all’iter che prevede verifiche e controlli di Questura e Monopoli di Stato e il rispetto dei requisiti imposti dal Comune di Roma: è quanto risulta dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso presentato dal Codacons contro il rilascio delle autorizzazioni alla sala (che ha cessato l’attività nel 2015). Il Collegio della Quarta sezione ha ribadito quanto già scritto dal Tar Lazio nella sentenza dello scorso anno, che pure aveva respinto il ricorso dell’associazione dei consumatori: la sala era stata aperta con tutte le autorizzazioni previste e aveva al suo interno un numero di apparecchi inferiore a quello massimo consentito. I giudici non hanno ritenuto valida nemmeno l’argomentazione dei “limiti distanziometrici” rispetto ai luoghi sensibili: “La materia urbanistica ed edilizia e quella della tutela della salute rientrano nella legislazione concorrente - si legge nella sentenza - Nel caso di specie, la legislazione nazionale non fissa direttamente i limiti distanziometrici dai luoghi sensibili; la legge regionale del Lazio (art. 4 della legge regionale del 5 Agosto 2013, n. 5) rinvia alla legislazione nazionale e non dispone direttamente sul punto e neppure è stato evocato alcun regolamento comunale che preveda alcuna puntuale e specifica disciplina in materia”. In pratica, conclude il Consiglio di Stato, “si versa in una condizione di carenza di detta indicazione normativa per ciò che concerne la regione Lazio e il comune di Roma, e pertanto le autorizzazioni rilasciate sono immuni dal denunciato vizio”. LL/Agipro
Consiglio di Stato boccia ricorso contro sala vlt a Roma: “Nella Capitale nessun regolamento sulle distanze minime”