ROMA - La scadenza delle concessioni per l’esercizio delle scommesse si avvicina: tra poco più di un mese, il 30 giugno per l’esattezza, oltre 12mila punti autorizzati rischiano di non poter proseguire la propria attività. Non è questo l’obiettivo del Governo: il betting legale rappresenta un business da circa 16 miliardi l’anno di incassi – con mezzo miliardo di entrate tributarie - oltre a rappresentare un fondamentale presidio di legalità nel territorio. Cosa fare dunque? Lo ha preannunciato ieri la sottosegretaria al Mef, Alessandra Sartore, rispondendo a un’interrogazione della parlamentare dei 5Stelle Vita Martinciglio: servirà una norma. Fino a qualche giorno fa, la strada maestra sembrava una “nota” di proroga di sei mesi dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Ipotesi abbandonata perché un intervento dell’Agenzia – come stabilisce la legge - è consentito soltanto in caso di pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione delle nuove concessioni. Per una proroga (probabilmente onerosa) almeno fino a fine 2022, servirà una norma primaria. Un emendamento governativo – o che abbia l’ok politico dell’Esecutivo – dovrà essere dunque presentato e approvato nell’ambito della discussione di uno dei decreti attualmente all’esame del Parlamento. Il tempo stringe, novità sono attese nei prossimi giorni.

NT/Agipro

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