ROMA - La proroga tecnica onerosa delle concessioni del Bingo per il biennio 2023-2024 è illegittima perché incompatibile con il diritto europeo, come stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 20 marzo 2025. Torna a ribadirlo il Tar del Lazio, accogliendo nuovi ricorsi contro il provvedimento dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2023, aveva imposto un canone fisso a tutti i concessionari e l'aveva aumentato del 15%. Adm dovrà ricalcolare il canone che non potrà più essere uguale per tutti, ma proporzionato ai ricavi degli operatori.
Come stabilito dalla Corte di Lussemburgo, le proroghe delle concessioni sono modifiche sostanziali ai contratti, incompatibili con la direttiva europea del 2014 e ammesse solo in casi limitati in cui non rientra quello del settore del Bingo. In questo caso sarebbe infatti stato necessario bandire nuove gare. Respinta anche l'interpretazione di Adm, secondo cui la causa sarebbe stata di natura civile e incentrata esclusivamente su questioni patrimoniali. Il nodo principale è invece la legittimità della proroga delle concessioni.
DVA/Agipro
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