ROMA - La richiesta fatta dall’Agenzia delle Entrate per le vincite ottenute all’estero dai giocatori di poker italiani non è legittima: è quanto ha stabilito con sentenza la Commissione Tributaria Provinciale di Udine, che ha accolto il ricorso presentato da Jurij Naponiello, poker player finito tra i giocatori nel mirino dell’Agenzia delle Entrate nell’operazione "All in". A Naponiello era stato chiesto di pagare 124 mila euro a titolo di imposte, sanzioni e interessi, ma i giudici tributari hanno riconosciuto l'incostituzionalità dell'articolo 69 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi e della tassazione progressiva che l’Agenzia delle entrate intendeva applicare alle attività di gioco. Il Collegio ha spiegato che il fisco ha forzato l'interpretazione del regolamento, norme create per sanzionare il gioco illegale e clandestino e non per tassare i proventi da gioco lecito ottenuti all’estero. LL/Agipro