ROMA - La Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico «procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria» e «può procedere all’acquisizione di documenti, notizie ed informazioni nei modi che ritenga più opportuni, anche mediante indagini conoscitive e libere audizioni». È quanto si legge nel regolamento interno della Commissione, approvato ieri insieme allo schema di delibera in merito al regime degli atti e dei documenti acquisiti.
«Per la validità delle deliberazioni della Commissione, è necessaria la presenza di un terzo dei componenti», si legge ancora nel regolamento. «Non sono ammesse sostituzioni temporanee dei componenti» e «non è ammessa la partecipazione alle sedute della Commissione di senatori che non ne facciano parte». Inoltre, «a meno che non sia richiesta una maggioranza speciale, le deliberazioni della Commissione sono adottate a maggioranza dei presenti». Infine, la Commissione «delibera di rendere pubblici gli atti e i documenti formati o acquisiti dalla Commissione nel corso dell’inchiesta, ad eccezione di quelli (o delle parti di quelli) segreti o riservati» e «gli elaborati prodotti dai commissari e dai consulenti esterni e il materiale
informativo ricevuto da soggetti esterni, non sottoposti a vincolo di segretezza o riservatezza». Gli atti e i documenti qualificati segreti o riservati dalla Commissione «resteranno assoggettati al proprio regime di classificazione per dieci anni».

Foto Credits Tiberio Barchielli CC BY-NC-SA 2.0

MSC/Agipro