ROMA - «L'illegalità si combatte attraverso una riforma del gioco pubblico: arriviamo in modo costruttivo a una riforma che sia nell'interesse vero del Paese e nel contrasto alle mafie e all'illegalità». Lo ha detto il senatore di Fratelli d'Italia, Andrea De Bertoldi, intervenendo in Aula al Senato in sede di dichiarazione di voto sulla proposta di istituzione della Commissione d'inchiesta sul gioco. 
«C'è il tema della ludopatia. Quando si approccia il fenomeno del gioco, non si può non pensare anche a questo problema» che «trova una barriera prima di tutto negli operatori del gioco pubblico, perché questi sono gli unici che devono attenersi alle regole che vengono date, che possono controllare che i minori non giochino e che possono controllare i fenomeni degenerativi. In sostanza, le normative, le limitazioni e le tutele che vogliamo porre e che abbiamo posto per salvaguardare le persone da questa patologia vedono negli operatori legali i primi artefici e sostenitori. Viceversa, laddove, spesso anche in modo insensato, le Regioni hanno provocato di fatto le chiusure degli operatori del gioco legale (penso ad esempio al Piemonte o all'Emilia-Romagna), in quelle Regioni statisticamente è esploso il gioco illegale e hanno brindato a champagne le mafie e l'illegalità, cioè gli operatori che prosperano sulla chiusura del gioco legale, che non si attendono altro che norme restrittive e proibizionismo crescente», ha spiegato.
MSC/Agipro